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La Superlega è una cagata pazzesca! In evidenza

In queste quarantotto ore se ne sono sentite di tutti i colori. Da Caressa che leggeva il comunicato stampa alle 00.15 di domenica notte... annunciando la Superlega come la rivoluzione del calcio, la grande novità, il cambiamento. I presidenti dei magnifici dodici club che hanno tentato di giustificare in ogni modo e con ogni mezzo questa scelta scellerata, nascodendosi dietro il Covid, dietro bilanci alienanti e debiti senza fine, qualcuno addirittura ha tirato in ballo lo spettacolo... ed ha messo in mezzo Neymar Jr che, poverino, non riesce mai a giocare contro Messi...

E non venite a parlare di modello Eurolega di Basket perché, l'Eurolega, ora come ora, non se la caga nessuno e, in Italia, l'abbiamo riscoperta solo ultimamente perché la Virtus ha fallito di un soffio la qualificazione contro i russi del Kazan e l'Olimpia Milano ha centrato i playoff che mancavano da sette anni.

Ma stiamo parlano di un torneo "chiuso" dove i club più importanti di Europa hanno firmato un contratto decennale che garantisce loro una partecipazione continuativa e (a detta loro) una programmazione a lungo termine, in realtà non significa altro che questo: non possiamo preoccuparci di sbagliare o programmare male e rischiare di arrivare terzi o quarti e non partecipare alla divisione dei grossi ricavi dell'Eurolega, quindi ci mettiamo d'accordo garantendoci un posto fisso nell'elite in barba ai club più piccoli e meno potenti.

Non parliamo poi di modello NBA, perchè dell'NBA si è guardata soltanto la punta... della punta dell'iceberg che (matematica alla mano) è 1/81 di tutto quello che è la lega NBA, ovvero il numero chiuso di franchigie con lo scopo di fare cartello e spartirsi i guadagni. Non c'è altro. Ma la NBA è molto, molto di più di una semplice casta o albo all'italiana per garantirsi qualcosa più degli altri. E non raccontiamoci che col numero chiuso, senza retrocessioni, lo spettacolo è garantito e l'interesse è assicurato e che tutti hanno la stessa probabilità di vincere, perché nemmeno in NBA funziona proprio così. Inoltre lo scopo della NBA è quello di garantire il più possibile parità tra le varie franchigie, a livello di introiti, di fatturato, di bacino d'utenza (fondamentale per il merchandising)... sono tutte cose che nello sport europeo non troverebbero applicazione né avrebbero senso.

Pertanto torniamo con i piedi per terra e non facciamoci annebbiare la vista da tutto questo fumo negli occhi.

La Superlega è un'accozzaglia di arroganza e prepotenza in stile "il pallone è mio e decido io chi gioca". In nome del Dio "fatturato" i top dodici hanno stretto un patto per garantirsi una super Champions che nelle loro menti criminali può garantirgli incassi molto maggiori, decuplicati rispetto agli attuali, asfaltando completamente quelle che sono le fondamenta di tutto il sistema sportivo europeo, ovvero il sistema delle serie, da quelle dilettantistiche a quelle dei professionisti fino alle serie maggiori nazionali e le coppe continentali. Per questi signori vale soltanto la loro storia, il loro fatturato e, soprattutto, il loro business. Ci siamo già dimenticati che il Manchester City quindici anni fa era una squadretta al pari di un nostro Genoa o giù di lì; che il PSG prima degli emiri faticava a piazzarsi tra le prime cinque ed aveva un solo grande fascino... giocava al Parco dei Principi e fondeva la nobiltà del Paris FC alla "volgarità" della periferia dello Stade San Germain. Vogliamo anche ricordare i Colchoneros dell'Atletico Madrid? I materassai non hanno vinto nemmeno una Champions League e si vogliono elevare ai livelli dei cugini "Meringhe" o dei catalani "Blaugrana".

Questi signori ci vogliono togliere il sogno di vedere (ogni tanto, perchè se divenisse la norma non sarebbe più così interessante) la squadretta che passa davanti agli squadroni col gioco, col merito, con la programmazione e con il lavoro; ci vogliono privare delle favole come l'Atalanta, il Leicester, il Verona, il PSV Eindhoven e... il tanto a me caro Nottingham Forest di Brian Clough che vinse due Coppe Campioni di fila al tramonto degli anni settanta. Ma, soprattutto, questi signori (tra cui metto anche l'Aurelio nazionale che parla a vanvera da anni di cose del genere) vogliono continuare a succhiare sempre più soldi ai tifosi per i diritti televisivi garantendosi la loro poltrona d'onore al tavolo dei ricchi in barba a tutti quelli che lavorano, sudano e si impegnano ogni giorno nei club e nelle squadre di tutta Europa.

Il bello e il motore dello sport e del gioco in generale consiste nella facoltà di guadagnarsi il posto, la vittoria, la qualificazione sul campo, col lavoro, con l'atletismo, col talento, non certo "comprandosi" il posto.

Tutto sommato... giusto il tempo per scrivere qualche riga che tutto pare già essersi sciolto come neve al sole.

Ultima modifica ilMercoledì, 21 Aprile 2021 01:10
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