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Reggiano stringe le chiappe, Pocci e Dipalo due segugi

I granata, in evidente giornata no, riescono comunqnue a strappare un buon punto in casa del fanalino di coda Renato Serra alle prese con un vero e proprio digiuno dal goal dall'ormai lontano 6 dicembre, data anche dell'ultima vittoria con doppietta di Super Mario. Dietro, i due più agguerriti inseguitori non si fanno scappare l'occasione e rosicchiano due lunghezze alla capolista. Mattia archivia la pratica Pirati con un secco 3-1 figlio di un'ottima prestazione dell'eterno Kakà; Pocci, invece, sorride amaro perchè la doppietta del sempreverde Toni che spiana Foiera è rovinata dal brutto infortunio di Rossi che rivedrà il campo verde solo a fine marzo; intanto altri tre punti sono in cascina, i dirigenti, poi, penseranno ad un sostituto sul mercato. Si fanno vicine anche le Marmotte che non tradiscono la loro tradizione e, pian piano, hanno risalito la classifica a suon di vittorie dopo una partenza semidisastrosa; ora il nuovo impianto di gioco di Mr Miserocchi sembra essere stato assimilato dai giocatori e la squadra, in campo, si muove a memoria. Anche i Pierrots, che devono difendere il titolo, si avvicinao ai primi pur con un rendimento a singhiozzo; ora il Genio deve soltanto trovare continuità per puntare al podio e riservare un gustoso finale di stagione ai suoi sperando in qualche fumata degli avversari. Sabato si riparte subito con un altro grande big match nelle zone alte dove Mattia dovrà respingere gli attacchi della gendarmeria per evitare il sorpasso.
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Comparsa Cavani, Dipalo punge e scappa

La Renato Serra perde l'ultimo treno per agganciare il gruppo di testa e, ora, deve addirittura guardarsi le spalle dal recupero di Brunetta e di uno strepitoso Reggiano che pare aver iniziato un nuovo campionato. Mai in partita i granata che non trovano la vittoria casalinga da ben undici turni e, con un Cavani irriconoscibile, nessun'altro riesce a condurre la squadra fuori dalla crisi. Ne approfittano i Colchoneros che trovano la seconda vittoria consecutiva per 1-0 e mantengono la propria porta inviolata da tre turni. Affiancati in classifica dai Pierrots, e senza impegni di coppa, l'unico obbiettivo rimane il primo posto che dista soltanto una lunghezza ed è occupato momentaneamente dalle Marmotte, sempre sornione, ma concrete. El Comandante, invece, affida il bilancio di un'intera stagione alla semifinale di coppa che lo vede abbinato ad una Telecoma altalenante ed in grande confusione anche tra i dirigenti con la discussa cessione del portiere Handanovic.

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Pocci è tornato, Oronzo non se n'è mai andato

Lo scontro al vertice riporta lo scettro nelle mani di Pocci che ritrova i 3 punti dopo sei gare rispedendo Dipalo al terzo posto. Questo periodo improduttivo dei campioni in carica ha, di fatto, riacceso il campionato permettendo a tutti gli inseguitori di recuperare terreno e, addirittura, insidiare il primato come nel caso dell'ottima Longobarda che, a forza di metter da parte punti, si è portata al secondo posto a sole due lunghezze dai biancoviola e, finalmente, dopo tante anonime stagioni, può ritagliarsi un ruolo da protagonista. Pur giocando in dieci, infatti, l'Oronzo band ritrova smalto e carattere d'altri tempi per bloccare la rincorsa scudetto delle Giovani Marmotte che agguantano il pareggio solo nel finale con la prodezza del solito Milito. Pocci, invece, archivia la pratica Colchoneros con Lamela, al rientro, e lo statuario Ranocchia che con uno stacco imperioso fissa il punteggio sul 2-1 per gli scudettati e rende vano ogni tantativo di rimonta dei bianco-rossi. Dal canto suo Dipalo ha dato fondo a tutto lo scibile calcistico per tenere in panca un Floccari fresco fresco di mercato ed ostinarsi a schierare un Boateng mai sbocciato relegando a ruolo di riserva sia Pereyra che Pinzi. Pocci si ripiglia la locomotiva, ma nel primo vagone è già pronto Foia per soffiargli il posto di capotreno.

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Guardalinee cieco, Dipalo alza la cresta

Certo è che se Mattia riesce anche a giocare in undici allora nulla lo può fermare, figuriamoci un guardalinee diversamente abile. Big match, seconda contro prima, si gioca una bella fetta di scudetto e l'anticipo del venerdì sembra già aver chiuso la gara. Minuto 53: il Faraone insacca in evidente fuorigioco per il pareggio rossonero e il primo scalino verso la vittoria. Minuto 56: Boateng raddoppia con lecca da fuori per poi farsi cacciare miserabilemente per fallo inutile in mezzo al campo. Minuto 92: (sottolineo 92) ancora il Faraone, questa volta con una perla e tutto regolare. Pocci già si lecca le ferite e con il solo Klose non riesce a controbattere, tuttavia la prestazione generale della squadra è discreta e fa ben sperare per il prosieguo del torneo. La strada verso lo scudetto è ancora molto lunga, siamo soltanto ad un terzo del cammino e gufate, infortuni, botte di chiappa possono rimettere in gioco chiunque, figuriamoci che già è lassù.

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Dipalo e Renato aiutati dal fato

Quanto succede sul campo dei Colchoneros ha dell'incredibile: Mattia schiera nove, e dico nove, pedine giocanti con un solo uomo a difesa del portierone Viviano e il resto della squadra votata all'attacco di quella che poi non è proprio una fortezza. Ma a mr Foiera sarebbe bastato poco per portare a casa le chiappe e almeno un punto, quota 66 non pareva così irraggiungibile, ma, forse, i suoi ragazzi sono entrati in campo con troppa sicurezza e quel pelino di over-confidence, o se volete chiamarla leggerezza, ha permesso al 9 di Dipalo di segnare l'unica rete e conquistare l'intero bottino. Ora serve una prova di forza, domenica, contro il Genio: Foia si gioca il posto! Mattia naviga in testa col gennaker gonfio e la turbochiappa inserita, chi lo ferma?! Anche sul campo di Renato imperversa il fattore chiappa e se Oronzo si inceppano le punte, i centrocampisto granata, invece, girano che è una meraviglia. La vittoria, cercata e sudata, arriva proprio dalla mediana dove prima Jannkovic trova una perla dai 25 metri, poi Florenzi crossa sulla testa di Osvaldo per accarezzare quei 66 punti che siglano il terzo sigilo stagionale e permettono a El Comandante di rimanere aggrappato al peloton.

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Dipalo capolista, segno premonitore?

Non ce ne voglia il buon Mattia, ma trovarsi contro un Cavani che tripla e il mister avversario fa giocare la sqaudra in 10 può vuol dire soltanto due cose: è l'anno dei Colchoneros oppure come al solito il fattore chiappa è una ruota che gira. In questo turno abbiamo assistito a lavagne tattiche orripilanti con i due cognati che fanno a gara di domenica in domenica a chi riesce a far più punti giocando con un uomo in meno, Chiappa (il mister, non il sedere) continua ad affidare le sue terga al povero Stekelemburg che, dopo averne prese 3 col Bologna in 20 minuti, ha ben pensato di confezionare una bella minchietta in vista di Munari; ora ci si mette pure El Comandante che finisce le sostituzioni e si ritrova a giocare in 10. Dipalo scappa, Brunetta e le Marmotte raccolgono 3 punti insperati, Oronzo grazia Reggiano e i soliti due coglioni che pareggiano sono Pocci e il Genio.

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Dipalo e Reggiano sculano, tegolissima Longobarda

Giornata scialba con poche emozioni e, di conseguenza, bassi punteggi. Nessuno riesce ad agguantare quota 72, qualcuno nemmeno la soglia dei 66, perciò si sprecano le partite decise di segehetto. Il grigiore generale è probabilmente dovuto all'enorme quantità di provvedimenti disciplinari disseminati da inesperti direttori di gara alle prime armi nella massima serie e da rigori calciati in modo sciagurato. Aggiungiamoci poi le debacle delle due milanesi con giornalisti che non vedono l'ora di crocifiggere i beniamini dei tifosi della città bianco-crociata e la Zeman band stoppata dall'idiozia di un sistema che ancora non riesce a venir fuori dal suo stesso vecchiume. Tanto lavorare, quindi, ma pochi lampi di classe. Reggiano batte i pirati nonostante il già colossale gap di 50 punti in classifica GranPrix, mentre i Colchoneros scalpano un Brunetta volenteroso tradito da Jovetic. Nel grigiore generale Maxi Lopez pensa bene di sfondare a calci la porta dello spogliatoio del direttore di gara per guadagnare uno stop di due giornate e somma soddisfazione del suo mister. In una giornata come questa serve più sedere che mille lavagne tattiche.

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No say Dipalo if the cat is not in the sac!

Che beffa per Mr. Dipalo! Ora gli toccherà pagare pure lo strip alla Ferilli, che quella se move gratis solo se si vince e se si vince di grosso. Colchoneros scippati di un titolo quasi in saccoccia proprio all'ultimo per un goal in rimonta dell'udinese Floro Flores, totalmente inutile ai fini della classifica Longobarda, ma fatale a quella dei biancorossi. In verità preva fin troppo fortunoso questo epilogo per essere vero: Renato che lascia Miccoli a scaldare la panchina, Reggiano che trova la tripla nel derby per battere la TelecomA e perdere, allo stesso tempo, la finale di coppa, Silvestre che segna su calcio d'angolo inesistente... alla fine esiste un ché di superiore che rimette tutto in ordine e consegna al destino un finale più ealistico. Mattia torna a leccarsi le ferite per quel che pareva scudetto, ma che, infine, diventa un tristissimo, stavolta, ed ulteriore terzo posto.

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Renato tira lo sciacquone

Certo non era una gara facile contro quella che, al momento, è senza dubbio la squadra più in forma con uno Stramaccioni in più nel motore, ma Renato ha davvero buttato un titolo già  in tasca. I granata ex capolisti non vincono da otto turni ed hanno di fatto resuscitato compagini meno blasonate ed altre già morte due mesi or sono. Ora è tutto in mano a Pocci che, pur anche pareggiando, è tranquillamente avanti sia in classifica che negli scontri diretti; pertanto solo una sconfitta bianco-viola ed una contemporanea vittoria nel big-match con le Marmotte potrebbe regalare il titolo, Dipalo permettendo.

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Dipalo sfondo, e' primato!

Mentre le Marmotte sono stoppate dai Fannulloni di Totò i Colchoneros hanno pista libera coi pirati che pur ce la mettono tutta per fronteggiare gli uomini di Dipalo con un'onesta prestazione da 68, ma devono arrendersi al rimpallo di Biabiany in mezzo ad un nugolo di stinchi che regala la vittoria ai materassai per 2-1. Con questa fanno dieci e l'AC Picchia può finalmente festeggiare la prima domenica da primatista dopo 54 giornate dall'esordio in campionato. Ora viene il difficile perchè, si sa, dura è salire in vetta, ma ancor più faticoso è confermarsi. E arriva subito un test impegnativo, nel prossimo turno, contro una Longobarda in formissima che deve ritrovare il miglior Cavani e attende ancora i "secondi" goal di Martins Eder.
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